Descrivere in poche righe le emozioni che nel mese scorso abbiamo vissuto è davvero difficile.
Innanzitutto premettiamo che se noi del Giornale di Palata ci adoperiamo per
dar vita al nostro mensile è solo per uno scopo volontaristico. Lo abbiamo
creato per due motivi: 1) per dare la possibilità a chiunque voglia di far
pubblicare un’idea, un’iniziativa, un progetto o qualsiasi cosa essa sia; 2)
per dare la possibilità ai nostri emigranti, tramite il sito internet
collegato, di avere notizie sulla loro cara Palata. Qualcuno ricorderà la foto
inviataci dall’ Argentina da Edoardo Ricciuti , figlio di un palatese emigrato
cinquant’anni fa e mai più tornato a
causa di motivi economici, cosa questa che spesso attornia tutti coloro che
sono andati nel Sud America. Ebbene il 16 ed il 17 Novembre, grazie ad
un’escamotage, Riccardo è riuscito insieme a suo figlio Marco a tornare nella
sua amata Palata e noi, abbiamo avuto la grande fortuna di conoscerli. Persone
eccezionali, pieni di energia e di una simpatia che non ha rivali. Non ho mai
visto in vita mia una persona capace dopo mezzo secolo e più di ricordare tante cose del suo paese e della
sua gente natia, particolari minuziosi descritti con una meticolosità
straordinaria. Mi parlava di dove fosse la scuola, lu sellar , lu mastar, lu
ferrar , lu sart, gli spacci alimentari e tanto altro: ad ogni porta ricordava
chi vi abitava e a quale famiglia appartenesse. Abbiamo passato insieme due serate meravigliose , insieme a tanti
altri nostri concittadini che si uniti a noi della redazione per accogliere il
signor Riccardo e suo figlio Marco.
Ci ha raccontato che l’altro suo figlio da
anni, tutte le settimane, naviga su internet per sapere cosa ha fatto il Palata
e si rammarica e piange quando non si vince. Ci ha sommerso di complimenti per
il nostro lavoro, grazie al quale, parole sue, molti paesani emigrati sanno cosa avviene a Palata e come si è
trasformata nel corso degli anni. E quando lo abbiamo intervistato,
promettendogli di fare sempre meglio , lui non è riuscito a trattenere lacrime
di commozione. Abbiamo provato allora una gioia immensa perché sappiamo che con
il nostro lavoro molti nostri paesani si sentono vicini a Palata e, anche se
sono a migliaia di chilometri di distanza, abitano con noi e sono fra la nostra
gente.
A presto signor
Riccardo e FORZA PALATA!!!
Vincenzo
Gallina
DI SEGUITO RIPORTIAMO IL TESTO DELL’ULTIMA E-MAIL SCRITTACI DA EDUARDO RICCIUTI DALL’ARGENTINA:

ciao amici palatese... come state? voglio che tuti sarete bene.vorriamo recibere notizie di voi. Noi siamo tutti bene.con questi salutti va una fotografia di mio padre Riccardo con la sua famiglia in Palata.´suo padre Domenico Ricciuti, sua madre Carmela Di Lena, suo fratello Nicola e sua sorela Filomena. Grazie per le notizie di nostro bellisimo paese. salutti a tutti
Eduardo
Ricciuti