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Per Antonio Romagnoli quella cominciata ad inizio settimana non è certamente, vista la lunga carriera che ha alle spalle, la prima preparazione pre-campionato che si accinge a condurre, ma è di sicuro quella che farà da preludio ad una stagione particolare, in cui oltre all’onore che gli riserverà la possibilità di guidare la squadra del proprio paese si unirà anche il privilegio di allenarla nel momento in cui questa si è riappropriata di una denominazione che garantisce la nobiltà delle sue origini: Sancta Juxta Palata. L’impegno di rinverdire fasti non ancora antichi è dunque gravoso, ma Lello Monaco, nuovo presidente biancazzurro, non solo non si è lasciato intimidire dalla storia e dal blasone di questa società, ma ha addirittura deciso di accettare la sfida di ricondurla verso quelle platee che meglio le si addicono. Il compito è sicuramente arduo, ma Monaco e la sua società sono pronti a raccogliere il confronto. Per riuscirci, la nuova dirigenza biancazzurra ha approntato un programma serio e lungimirante che non prevede squilli di tromba e promesse insostenibili, ma che, viceversa, è basato sul coinvolgimento del maggior numero di persone intorno a questo progetto. Il mezzo per centrare l’ambizioso obiettivo è senza dubbio la squadra messa a disposizione di Romagnoli, la quale, oltre alla conferma dei migliori elementi della passata stagione , come Ferrucci o Sappracone, si è notevolmente rinforzata con l’arrivo di Giuseppe Greco e Cristian Lanzone dal Real Termoli, di Costantino Ferrara, Daniele Bracone e Giuseppe Polenta dal Guglionesi e del ritorno di Alfonso De Angelis e di “Re” Mario Parente, figura storica della grande Sancta Juxta. Uno dei pregi maggiori di Raffaele Monaco è sicuramente la modestia, la voglia di voler fare le cose in punta di piedi, prerogative che emergono nitidamente nella chiacchierata compiuta al termine dell’allenamento di ieri, nella quale affiorano tutte le aspettative che la società ripone nel prossimo campionato:”Il nostro primo obiettivo, da un punto di vista sportivo, è quello di migliorare i risultati ottenuti lo scorso anno. L’altro, invece, riguarda un aspetto non meno importante: riportare, attraverso un programma serio e condiviso da tutti, un pò di entusiasmo a chi è rimasto a bocca asciutta per tanti anni. Stiamo allestendo una formazione competitiva, un gruppo che potrebbe regalarci soddisfazioni importanti che potrebbero portarci, in un futuro che spero prossimo, anche a doverci misurare con impegni più gravosi ai quali, ovviamente, saremo ben lieti di far fronte. E’ dal 2004 che, qui a Palata, manca il calcio che conta, la nostra ambizione è dunque quella di restituire il giusto merito a questa gloriosa societ, riportandola a livelli superiori di quelli attuali, coinvolgendo il maggior numero di persone possibile. Il “Memorial Colitto”, oltre a voler rendere omaggio alla figura ed alla storia di Raffaele, è nato anche per evidenziare questa nostra ferma volontà di riallacciare rapporti di collaborazione fattiva con chi ha fatto, a vari livelli, la storia del calcio palatese. Io voglio farmi garante di questo progetto, e spero che l’anno prossimo la voglia e la determinazione che questa società ha di rimanere estranea a questioni extra calcistiche, che in passato hanno anche creato divisioni, possa essere riconosciuta da tutti. Azionariato popolare? Sarebbe bellissimo. Tuttavia, e lo affermo con un pò di soggezione visto che non vivo a Palata e che quindi non vivo il paese, vorrei arrivarci gradualmente, prima vorrei dimostrare, attraverso risultati concreti, ottenuti in campo e fuori, che questa dirigenza ha realmente l’intenzione di voltar pagina definitivamente. Questa è l’unica condizione che ho posto per proseguire a ricoprire la carica di presidente.” |
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